Sei stato un bambino emotivamente trascurato?

La trascuratezza emotiva nei bambini

La trascuratezza emotiva non è sempre facile da individuare. Tempo fa discutevamo con un gruppo di mamme sull’importanza di aiutare i bambini ad avere consapevolezza delle loro emozioni, restando connesse e disponibili affinché i piccoli potessero imparare a riconoscerle e a nominarle.

Ma forse, ancor prima di questo importante passaggio, è fondamentale prendere coscienza del rapporto che noi genitori abbiamo con il nostro mondo emotivo, perché non è affatto scontato che sia “un buon rapporto” (e come sempre i figli sono un’occasione di crescita interiore e di empowerment!).

Quanti di noi, ad esempio, sono stati bambini trascurati sul piano emotivo?

E badate bene: non sto parlando di abusi e violenze di tipo fisico o verbale o psicologico, non sto parlando di genitori negligenti sul piano dell’igiene, dell’alimentazione, dell’istruzione… Mi riferisco invece ad una forma di trascuratezza molto più complessa da individuare e i cui effetti sono meno ravvisabili e apparentemente meno dannosi. E invece no.

Sei stato un bambino trascurato sul piano emotivo se i tuoi genitori non hanno saputo prendersi cura delle tue emozioni mentre ti stavano crescendo.

“Ma non vorrai piangere come una femminuccia!”, “Di che hai paura, non fare il fifone, la paura non esiste!”, “Basta con questi piagnistei, non c’è niente da lamentarsi!” “Dai non fare il bambino piccolo!” “Non sta bene non essere contenti del regalo della zia!” “E’ solo un raffreddore, non esagerare!” “Vai all’asilo, non in collegio, dai, è divertente, tutti giocano tranne te!” “Ci vuole così poco a fare amicizia, possibile che tu debba sempre restartene in disparte?”

Vi suonano familiari queste frasi? O un certo sguardo di disapprovazione, di delusione, quando eravate troppo entusiasti o inteneriti o tristi o affettuosi, che leggevate negli occhi dei vostri genitori? A volte uno sguardo dice più di mille parole!

Gli adulti che sono stati trascurati emotivamente durante l’infanzia possono essere diventati dei perfezionisti, piuttosto duri con se stessi. Ma per molti, le cose sono anche più complicate di così.

Perché i messaggi della trascuratezza emotiva sono profondi. Arrivano al cuore del bambino e possono restare con lui per tutta la vita, condizionando le sue scelte. Non solo possono compromettere la sua capacità di comprendere e fidarsi dei suoi sentimenti, ma pregiudicano anche la capacità di avere fiducia in se stesso. Non direi che sia cosa da poco.

I messaggi della trascuratezza emotiva sono come invisibili e continue iniezioni di colpa e vergogna che ogni giorno il bambino riceve proprio da chi dovrebbe mostrargli la via maestra per stare bene.

I messaggi della trascuratezza emotiva

Primo messaggio: “Nessuno è interessato alle tue emozioni”

Quando, a causa della negligenza emotiva, i bambini ricevono il messaggio dai genitori che i loro sentimenti sono un peso, sono eccessivi o semplicemente sbagliati, fanno qualcosa di molto efficace: si adattano. Ricacciano le loro emozioni nel profondo del loro animo, in modo che non siano più di disturbo per nessuno.

Che ci crediate o no, questa brillante strategia di solito funziona abbastanza bene. Un bambino che diventa “non-triste”, “non-arrabbiato”, “non-bisognoso”, e nel complesso poco emotivo, in modo che i genitori siano meno infastiditi, la vita diventa più facile in famiglia, ma dentro…dentro no.

Dentro è tutto diverso, dentro si sta male e il senso di solitudine pervade tutto.

Secondo messaggio: “Dovresti vergognarti delle tue emozioni!”

Se sei un bambino emotivamente trascurato, hai probabilmente interiorizzato una lezione fondamentale: sei un peso, sei inadeguato, sei sbagliato.

Poiché la trascuratezza emotiva influisce sulla relazione con il tuo mondo interiore, alla fine arrivi a sentirti in colpa o a vergognarti per l’umana ed inevitabile esperienza di provare dei sentimenti.

Potresti aver dato credito all’idea che è sbagliato sentire dei sentimenti o che è sbagliato lasciare che gli altri li vedano. O tutte e due le cose. Potresti addirittura desiderare di non provare sentimenti per sentirti apprezzato. Eppure i sentimenti sono espressione diretta del nostro vero sé, al di là di ogni sovrastruttura.

Cercare di negare i sentimenti non funziona, perché, qualunque essi siano, li cacciamo dalla porta per vederli rientrare dalla finestra. I sentimenti continuano a vivere, a crescere, a premere per essere visti. Non saperli controllare o “aggiustare” può farti sentire in colpa, può farti vergognare di te stesso.

Terzo messaggio: “C’è qualcosa che non va in te!”

Poiché molti adulti emotivamente trascurati non sono stati maltrattati durante l’infanzia, potrebbero ricordare quel primo periodo della loro vita come abbastanza felice e spensierata. Spesso le persone mi dicono: “Ma io non ricordo di aver subito dei traumi!” quando guardiamo al passato per una spiegazione dei loro problemi nella loro vita da adulti.

Il punto è che non stiamo cercando il “grande trauma”, ma piccoli ripetuti traumi.

E’ facile concludere che siamo noi ad essere sbagliati se sentiamo emozioni inspiegabili pur avendo vissuto un’infanzia “felice” (o almeno non traumatica).

I messaggi-antidoto

Se avete interiorizzato uno o tutti i messaggi precedenti, sappiate che sono falsi. Falsi falsi falsi.

I sentimenti non sono soggetti alle leggi del bene e del male. La colpa non è nostra, qualunque essi siano. Non esistono emozioni sbagliate, disdicevoli, deprecabili. È essenziale accettare ciò che sentiamo prima ancora di imparare a gestirlo.

I sentimenti sono un segno di salute e forza, non di debolezza. Quando gli altri vedono ciò che senti, si connettono istantaneamente con te. E quando gli altri conoscono i tuoi sentimenti, hanno l’opportunità di rispondere al tuo vero io, ai tuoi bisogni più profondi e autentici. Non c’è niente di sbagliato.

Gli esseri umani hanno questa grande opportunità dovuta al loro cervello plastico: possono imparare nuove cose fino alla fine dei loro giorni. E anche tu puoi cambiare le tue convinzioni, imparare a gestire le tue emozioni, imparare a lasciare andare la colpa e la vergogna e rimediare alle ferite dell’infanzia. Non è sempre facile e a volte serve un aiuto professionale, ma tutti possiamo riuscirci.

Ricordiamolo per aiutare noi e i nostri figli.

Se pensi che questo articolo possa aiutare altri genitori, nonni, educatori e bambini a coltivare relazioni più serene e amorevoli, puoi provare a condividerlo e a stimolare una riflessione in merito

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