Libri dolci: Storie a Belleville. Come nasce un libro per bambini

Mia figlia non sa ancora leggere, ma i suoi libri hanno già invaso tutte le stanze della casa e sono, a dire il vero, attualmente i più sfogliati.

Cerco storie realistiche, adatte alla sua età. Storie che riflettano la sua esperienza o che possano fornirle un altro punto di vista. Considero i libri degli educatori, dei maestri di vita: è logico dunque che impieghi tempo e energie per scegliere quelli che ritengo migliori.

A volte trovo dei veri capolavori, talmente raffinati e poetici da presupporre una capacità di astrazione che i bambini, almeno quelli molto piccoli, non posseggono ancora.

Altre volte sono più fortunata nella mia ricerca di libri che affrontino la vita reale e siano allo stesso tempo in linea con i principi della disciplina dolce.

Ho recentemente acquistato diversi albi illustrati di una simpatica collana: Storie a Belleville, Edizioni del Baldo (che hanno come prima cosa il grandissimo pregio di essere maneggevoli, non ti cade il braccio quando devi sollevarli e leggerli per ore, spesso in posizioni improbabili).

Sapete cosa c’è dietro un libro per bambini ben costruito, come le storie di Belleville?

Me lo sono fatto raccontare direttamente da Stefania Scalone*, illustratrice, e da Serena Riffaldi**, autrice, che insieme hanno lavorato a molte di queste storie.

Le storie di cui parliamo sono tutte ambientate a Belleville: come si vive in questo posto?

Belleville è un paesino, ma in realtà ha confini metropolitani.
È un luogo dove tutti gli abitanti si conoscono e mettono a disposizione dell’altro le proprie abilità e conoscenze: l’aiuto verso un amico è un po’ quel seme comune che fa poi nascere le storie. Possono accadere pasticci, misteri e avvenimenti piacevoli e allegri, ma al primo posto ci sono sempre il legame e il rapporto umano diretto.
Forse è quel luogo dove in fondo vorremmo vivere.

Come nascono i vostri libri?

Tra noi c’è sintonia: ci confrontiamo spesso e volentieri, veniamo incontro alle esigenze l’una dell’altra.
Questo dialogo ci permette di far sì che, sia il testo che l’illustrazione, ci raccontino parte della storia, amalgamandosi tra loro in maniera (speriamo) equilibrata.
I prodotti che proponiamo sono però il risultato dell’impegno di un’intera equipe.

Silvano Pizzighella, l’editore, segue e dirige il progetto, affiancato dalla moglie e spalla Patrizia Savi. Il personale della redazione poi si occupa della revisione dei testi, dell’impaginazione, della grafica, della distribuzione, ecc.

Stefania, i tuoi disegni sono in gran parte realistici, soprattutto negli scenari, con qualche elemento di fantasia: a cosa ti ispiri nel tuo processo creativo?

Quando l’editore mi ha proposto di illustrare questa collana l’attenzione che mi veniva richiesta era proprio sugli scenari realistici oltre agli altri elementi che compongono la tavola.
La voglia di offrire ai nostri amici piccoli lettori una rappresentazione fedele o quasi a quella che loro incontrano ogni giorno è stato il punto di partenza.

Questo ovviamente mi porta a fare una ricerca approfondita che alcune volte richiede anche ore di lavoro, soprattutto quando è il turno di un pilota di aerei, di una pediatra o di un pompiere, mestieri che conosco poco… lì l’aiuto maggiore ce l’ho dai testi di Serena.
Essendo molto precisa, mi fornisce testi sempre completi da didascalie ricche di elementi che lei ha trovato. Un bel lavoro di squadra!

Talvolta gli elementi di fantasia che inserisco sono presi pari pari dal testo di Serena, altre volte sono idee nate dal confronto con Patrizia oppure venutemi in mente anche all’improvviso, di sera poco prima di addormentarmi.
L’obiettivo è quello di creare una storia nella storia, perché ai bimbi piace trovare piccoli particolari all’interno delle tavole.

Serena, i tuoi testi sono in rima e privi di epiteti offensivi. È una scelta editoriale precisa quella di evitare un linguaggio che etichetta bambini e adulti (ad esempio: “capriccioso” “moccioso” “
stupido” “guastafeste” ” furbetto” oppure “sciocco “…)?

Sì, è una scelta editoriale, che però condivido.
Cerco sempre di non formulare giudizi negativi, ma di limitarmi alla descrizione di fatti, atteggiamenti, situazioni… Potrei, ad esempio, raccontare la storia di un bambino che piange e si lamenta perché vorrebbe comprare un giocattolo, senza etichettarlo come “bambino capriccioso”, “lamentoso” o “noioso”.

E questo ti fa onore.

Da circa tre anni mi occupo io della stesura dei testi delle collane “Storie a Belleville” e “Storie a 4 ruote”, ma anche le autrici che mi hanno preceduta, in particolare Anastasia Zanoncelli che le ha avviate, seguivano questa stessa linea.

Le storie di Belleville sono storie semplici, che introducono i bambini nel mondo della quotidianità degli adulti. Quanto è importante secondo voi che questo avvicinamento avvenga in modo delicato e non traumatico?

Noi pensiamo che i bambini siano già dentro il mondo degli adulti fin da quando nascono: osservano tutto, immagazzinano e ripetono grazie ai neuroni specchio.
Quindi è facile per i bimbi si immedesimarsi in ciò che fanno i personaggi di Belleville, ma lo fanno con i tempi che sentono giusti per loro, mentre ascoltano la lettura dell’adulto.
La tecnica scelta per l’illustrazione, pennellata dopo pennellata, senza rendering, permette di realizzare un’illustrazione più morbida e calda, seppur la grafica scelta sia quella 3D.

Quindi questi libri, come una coccola, vogliono far conoscere qualcosa in più dei vari mestieri, aggiungendo però avventure simpatiche e divertenti dei vari personaggi, di modo da renderli meno didascalici.

Presto usciranno nuovi libri con protagonisti una maestra, un betonierista che lavora in un cantiere e poi… chissà! Ci piacerebbe conoscere i desideri e le aspettative dei piccoli lettori per accontentarne magari qualcuno.

Sono rimasta particolarmente colpita dalla storia di Lory,  pediatra gentile. Un tema caldo per molti piccoli che soffrono il momento delle visite o per quei bambini che con i medici hanno a che fare purtroppo molto spesso. Ci sono storie che più di altre richiedono studio e sensibilità?

In tutte le nostre storie dedichiamo entrambe del tempo a studio e ricerca, cerchiamo di essere scrupolose e di documentarci bene per non rischiare di divulgare informazioni non corrette.

Nelle illustrazioni, ciò che viene rappresentato deve essere verosimile.

Per quanto riguarda i testi, parte della ricerca riguarda anche l’ambito psicologico, soprattutto in alcuni casi, quando si trattano argomenti delicati quali l’educazione o la salute.
Non è un lavoro semplice, bisogna informarsi bene e aggiornarsi sulle correnti sociali attuali.

C’è molta natura in questi libri, ci sono molti fiori e gli animali sono praticamente sempre presenti. Pensate che un libro possa aiutare le nuove generazioni a prendersi maggiormente cura del pianeta

Sì, il messaggio è esattamente quello di voler avvicinare i bambini alla natura. La casa editrice Edizioni del Baldo, che cura questa collana, è molto molto sensibile a questo argomento: l’inserimento degli animali è esplicitamente richiesto dall’editore.
Recentemente è uscito il primo libro di una breve collana sempre ambientata a Belleville, dedicata proprio all’ecologia.
Le illustrazioni sono sempre di Stefania, mentre i testi della felice mano di Mario Gardini. La protagonista, Betta, è una maga che però, con i suoi trucchetti magici, spesso combina dei pasticci, che dovrà poi risolvere utilizzando il buon senso.

Cosa pensate del panorama generale attuale della letteratura per
l’infanzia?

Ci sono lavori meravigliosi!
La letteratura per l’infanzia è un’onda che sta sempre più crescendo immergendoci di colori.
Unico neo… sono ancora pochi i lettori, ma stiamo lavorando per far conoscere loro le splendide opere che ogni anno vengono editate.

Dove possiamo trovarvi?

Potete trovarci su Facebook oppure seguire i nostri blog che, anche se talvolta con un po’ troppa calma, aggiorniamo con le nuove uscite.

Questi gli indirizzi:
www.kanmakan-stefania.blogspot.com
www.serenarif.blogspot.com

Se volete potete scriverci anche solo per un saluto, ne saremo liete!

* Stefania Scalone da anni collabora con diverse case editrici curando collane di libri rivolte alla prima infanzia. E’ co-fondatrice dell’associazione ”Il Passero bianco”, che ha l’obiettivo di realizzare e promuovere albi illustrati con testi ritmici per la lettura condivisa. Socia e membro del comitato tecnico di ” Leggere insieme..ancora”, esegue laboratori di lettura animata, didattico-manuale nelle scuole dell’infanzia e primarie, biblioteche e librerie di Verona.

** Serena Riffaldi scrive libri per bambini per alcune case editrici, in particolare per Edizioni del Baldo. Nel tempo libero scrive anche canzoni: il brano “Quel bulletto del carciofo”, di cui è autrice del testo, ha vinto la 59° edizione dello Zecchino d’Oro.

 

Se pensi che questo articolo possa aiutare altri adulti e bambini a coltivare relazioni più serene e amorevoli, puoi provare a condividerlo per stimolare una riflessione in merito.

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