Quando le mamme giudicano se stesse: la storia del cactus

Giudicare non serve a migliorare il rapporto fra genitori e figli

Facile giudicare una mamma. E in linea di massima, agli occhi degli altri, sbaglia sempre.
Facile giudicare un bambino. E in linea di massima, agli occhi degli altri, sbaglia sempre.
Il giudizio: uno dei più potenti veleni, capace di inquinare ogni tipo di relazione. Anche quella che abbiamo con noi stessi.
Genitori che si sentono sbagliati, inadatti, insicuri. E bambini che si sentono nello stesso modo.

Mamme che talvolta sentono di farcela più e diventano aggressive loro malgrado, e bambini che talvolta sentono di farcela più e diventano aggressivi loro malgrado.

Le spine del cactus

Ma lasciate che vi racconti la storia del cactus. Il cactus, come le altre piante delle zone desertiche, per sopravvivere, deve farsi una scorta di acqua. Questo compito è affidato ai grossi steli, durante le piogge rare ma torrenziali. Le foglie sono ridotte a semplici spine, per diminuire la traspirazione e perché costituiscono un mezzo efficace di difesa contro l’avidità degli animali del deserto, ben disposti a divorare queste piante rigonfie di acqua.
In un certo senso, siccome salvano, anche le spine hanno una loro bellezza.

Dove vorreste sdraiarvi?

Per quanto protettive però, non possiamo evitare che siano dolorose.

Essere punti da un cactus non è una delle esperienze più piacevoli del mondo…
Altre piante, che vivono in ambienti meno ostili, al posto delle spine hanno tenere foglioline e steli delicati invece che gonfi fino al punto di scoppiare.
Dove preferireste sdraiarvi?
Su un campo di cactus o di margherite?

Modalità sopravvivenza

Ma il punto è che il cactus ha le spine perché gli servono a sopravvivere.
E anche noi, come genitori, a volte entriamo in modalità “sopravvivenza”.
Perché anche il nostro ambiente può diventare molto ostile: mancanza di sonno, di spazio, di tempo, delusioni, preoccupazioni, fatica, difficoltà…
Spesso i nostri bambini c’entrano poco o niente, ma noi reagiamo, scattiamo, aggrediamo, giudichiamo, come se fossimo dominati da un meccanismo che ci sovrasta.

Giudicare o comprendere?

Allora ci pentiamo, ci sentiamo inadeguati, tristi.
Eppure il giudizio non serve e non servirà a migliorare la situazione.
Che abbiamo sbagliato lo sappiamo, ma dobbiamo capire perché.
Dobbiamo riposare di più? Abbiamo bisogno di maggiore aiuto in casa, di una doccia, di un pranzo in santa pace?
Se l’ambiente diventa meno aggressivo nei nostri confronti, avremo meno bisogno di spine.

Piccoli cactus

Anche i nostri bambini a volte diventano dei piccoli cactus in modalità sopravvivenza, e anche in questo caso la domanda è: hanno fame, sonno, bisogno di contatto, o magari un fastidio, un dolore interiore?
Prima di giudicarli, possiamo guardare alle loro spine come ad un modo che usano per “salvarsi in un ambiente aggressivo” e non come un affronto a noi.

Anche quando urlano senza un’apparente ragione o quando ci dicono: “Sei cattiva! Ti odio! Non ti voglio più bene!”.
Siamo tutti cactus qualche volta. Significa solo che abbiamo dei bisogni a cui non stiamo dando attenzione o che ci serve un po’ di aiuto per riuscire a soddisfarli.

Se pensi che questo articolo possa aiutare altri adulti e bambini a coltivare relazioni più serene e amorevoli, puoi provare a condividerlo per stimolare una riflessione in merito.

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