Genitori elicottero e disciplina dolce: parliamo della stessa cosa?

I genitori elicottero non basano il loro stile genitoriale sulla disciplina dolce

Si parla da tanto tempo di “genitori elicottero” e spesso con toni allarmanti.

I genitori elicottero in genere vengono descritti come genitori iper-coinvolti ed estremamente ansiosi, che prestano molta attenzione ad ogni mossa del proprio figlio. Cercano di indirizzare, di convincere o addirittura di costringere il bambino a fare ciò che pensano sia “meglio” per lui.

Sono molto esigenti e il loro amore è per lo più condizionato, i figli ricevono calore e attenzione soprattutto quando soddisfano le loro alte aspettative.

I genitori elicottero sono spesso profondamente interessati ai voti e alla carriera scolastica dei loro figli. Li monitorano costantemente, li mettono a confronto con gli altri, chiedono loro di impegnarsi negli sport o in altre attività che ritengono assolutamente formative. La volontà che i figli abbiano successo nella vita giustifica, secondo loro, questo genere di  comportamenti.

Elicotteri preoccupati

Ma c’è anche un altro tipo di genitori elicottero, che spesso viene confuso con i genitori che adottano la disciplina dolce: sono quelli che tentano disperatamente di spianare la strada al proprio bambino, cercando di eliminare ogni genere di problema.

Genitori che accondiscendono ad ogni richiesta dei figli, che li sollevano da ogni responsabilità, che li vorrebbero sotto una campana di vetro, lontani da ogni sofferenza.

Vorrei essere chiara: questo stile genitoriale non corrisponde a quello generalmente adottato da chi si impegna in un’educazione “dolce” dei bambini.

Che male c’è

Certo, essere genitori è complicatissimo, e spesso, presi dai mille consigli contraddittori che gli psicologi e gli esperti propongono, siamo tentati di mollare. Perché impegnarsi tanto a migliorare, che male c’è ad essere come siamo?

Non dovremmo allora interessarci all’andamento scolastico dei nostri figli, non dovremmo proteggerli, non dovremmo pensare al loro futuro?

Aspettate un attimo. Ehi. Il nostro interesse va benissimo, ma c’è un modo migliore e uno peggiore per esprimerlo.

La fiducia è la chiave

Se siamo genitori iper-coinvolti e controllanti, ed anche se ci riconosciamo nella categoria degli iper-protettivi, non significa che non amiamo i nostri figli. Vuol dire però che siamo mossi dalle nostre paure più che dalle loro reali esigenze. Pensiamo generalmente al peggio, è per questo che ci adoperiamo così tanto per scongiurarlo.

Ma il nostro bambino ha soprattutto bisogno della nostra fiducia per nutrire la sua normale spinta all’autonomia, il suo senso di competenza e di autoefficacia.

Se restiamo incastrati dalla nostra tendenza al controllo, rischiamo di inviare ai figli un messaggio inequivocabile:

“Non mi fido delle tue decisioni, senza di me potresti sbagliare, fallire o soffrire. E questo è terribile, non deve accadere. Non sei abbastanza bravo, abbastanza scaltro, abbastanza forte o abbastanza in gamba da potertela – in qualche modo – cavare da solo”.

È forse quello che è capitato a noi? Anche noi abbiamo ricevuto un simile messaggio?

Perché i genitori elicottero non utilizzano la disciplina dolce

Mettiamo il caso che un bambino abbia delle reali difficoltà e i genitori vogliano giustamente aiutarlo.

Come distinguiamo un atteggiamento iper-protettivo o iper-coinvolto da uno consapevole?

1. La motivazione

Se siamo genitori elicottero è probabile che le nostre ansie siano concentrate intorno al concetto di fallimento. Se nostro figlio dovesse arrivare ad un determinato risultato, perderà delle occasioni, rimarrà indietro, sarà escluso, giudicato, soffrirà troppo… E per evitare questo saremo disposti a fare qualunque cosa.

Se siamo invece genitori  consapevoli non pretenderemo che la vita di nostro figlio sia perfetta ed immune dal dolore. Ci impegneremo ovviamente a sostenere il suo benessere, convinti che il benessere si fondi sulla cura della relazione e sulla capacità di avere un buon rapporto anche con le inevitabili esperienze fallimentari o spiacevoli.

2. La presenza

Come genitori elicottero avremo la tendenza ad intrometterci anche quando non ce ne sarebbe alcun bisogno. Potremmo paragonarci ad una specie di navigatore, che ricalcola prontamente il percorso dei nostri figli ogni volta che sbagliano strada. Anche quando la strada che hanno sbagliato è quella dietro casa.

Se scegliamo la disciplina dolce saremo comunque molto coinvolti nella vita dei nostri figli, ma con un approccio differente. Ci abitueremo ad osservarli e faremo nostro il detto montessoriano “aiutami a fare da me“.

A seconda del loro grado di sviluppo e dei loro bisogni, lasceremo che sperimentino ed allenino la loro capacità di risolvere i problemi, intervenendo quando necessario e richiesto, con modalità non stereotipate. Piuttosto che sorvegliare dall’alto come un elicottero, staremo al loro fianco, e poi forse un passo indietro, mediando fra senso di protezione e sostegno all’autonomia.

3. La difesa

Se ci riconosciamo nella descrizione dei genitori elicottero probabilmente saremo tentati di difendere il nostro bambino con le unghie e con i denti. Il che non è sbagliato in sé. Anzi, ci fa onore la capacità che abbiamo di alzarci e combattere per i suoi sacrosanti diritti. Tuttavia, cosa succede quando utilizziamo l’atteggiamento del caterpillar anche per un solo compito andato male, un ginocchio sbucciato, una partita persa, un invito mancato?

Se scegliamo un’educazione basata sulla disciplina dolce, saremo impegnati nell’essere flessibili e nel farci qualche domanda in più. La riflessione è alla base del nostro comportamento, più che l’impulsività: nostro figlio è davvero in grave pericolo? Come percepisce la situazione? Come pensa di risolvere il suo problema? Possiamo lavorare insieme agli altri per creare un ambiente migliore? Siamo in grado di aumentare la sua capacità di tollerare la frustrazione? Possiamo restare disponibili all’aiuto senza prevaricare?

4. Le difficoltà sono opportunità

Le difficoltà incontrate dal bambino non sono mostri da sconfiggere, sono piuttosto opportunità per costruire insieme un percorso di crescita, che non ha come fine il successo, ma la capacità di stare bene al mondo, qualunque siano le circostanze della vita.

Se pensi che questo articolo possa aiutare altri adulti e bambini a coltivare relazioni più serene e amorevoli, puoi provare a condividerlo per stimolare una riflessione in merito.

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